MOZIONE A FIRMA DEL CONSIGLIERE PEDRONI E ALTRI AVENTE AD OGGETTO: INCLUSIONE LAVORATIVA NELLE COMMESSE PUBBLICHE DEL COMUNE DI MILANO E DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE-

Il Comune di Milano, nel perseguire una politica di inclusione sociale ed economica, deve garantire che le sue commesse pubbliche e quelle delle società partecipate siano strumenti efficaci per favorire l’inserimento lavorativo di categorie svantaggiate e vulnerabili della popolazione.

CONSIDERATO CHE:

• Vi è una crescente richiesta di inserimento lavorativo da parte di categorie svantaggiate, quali persone con disabilità, donne vittime di violenza, ex detenuti, persone provenienti da percorsi di marginalità, richiedenti protezione internazionale, e altri.
• I servizi di inserimento lavorativo attuali, come il CELAV e il centro di via Flemming, sono lungi dal soddisfare queste richieste.
• L’inclusione lavorativa è cruciale per il percorso di reintegrazione sociale e per ridurre il costo sociale derivante dalla mancanza di opportunità lavorative per queste categorie di persone.

PRESO ATTO CHE:
• Il Comune di Milano ha stretto alleanze strategiche con il terzo settore, incluso la cooperazione sociale e l’imprenditoria sociale, come evidenziato dal regolamento per l’amministrazione condivisa del 2023 (costruito sulla base del codice del Terzo Settore: D.Lgs 117/2017) che è stato condiviso in modo esteso dall’amministrazione comunale nel suo complesso venendo firmato da sei assessori e sette direttori.
• A testimonianza di questa sensibilità ed attenzione politica , è stata istituita all’interno del Consiglio Comunale di Milano una commissione speciale per l’economia civile, che, tra le altre cose, si impegna nella declinazione milanese dell’action plan europeo sulla social economy.
• Il Comune di Milano, assessorato al lavoro e all’economia urbana, ha siglato un “Patto per il lavoro” con le varie parti sociali, incluso il mondo della cooperazione, impegnandosi a promuovere opportunità occupazionali e a sostenere politiche attive per l’occupazione.
• Questo patto per il lavoro rappresenta un impegno concreto per affrontare le sfide
occupazionali e sociali della città, ponendo particolare attenzione alle categorie svantaggiate e vulnerabili della popolazione.

CONSIDERATO CHE:
• Il Codice dei contratti pubblici, nella sua ultima versione (D.lgs. n. 36/2023), disciplina le modalità di svolgimento delle gare d’appalto per le commesse pubbliche.
• Il Codice dei contratti (D.lgs. n. 36/2023) prevede nell’articolo 61 che “le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e quelle di concessione o possono riservarne l’esecuzione a operatori economici e a cooperative sociali e loro consorzi il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate
• L’introduzione di criteri specifici nel public procurement per favorire l’inserimento lavorativo di queste categorie di persone è in piena coerenza con gli obiettivi e gli ideali sottesi al “Patto per il lavoro”.

SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A

Prevedere che nelle gare d’appalto del Comune di Milano venga inserita una premialità connessa ad un punteggio specifico che miri ad incentivare l’inserimento lavorativo nelle imprese partecipanti di categorie svantaggiate.
1. Definire dei criteri di controllo dell’effettiva concretizzazione degli inserimenti lavorativi “promessi” in sede di gara.
2. Promuovere l’utilizzo dello strumento degli appalti e delle concessioni riservate, come già previsto in conformità all’art. 61 del D.lgs. n. 36/2023, per l’inserimento lavorativo soprattutto nelle commesse ad alto impiego di manodopera, anche attraverso momenti di confronto e formazione con i RUP.
3. Favorire l’applicazione e l’estensione degli indirizzi politici sopra esposti anche alle società partecipate del Comune di Milano.

L’approvazione di questa mozione rappresenterebbe un importante passo avanti nella promozione dell’inclusione lavorativa e nella creazione di opportunità concrete per le categorie svantaggiate della popolazione milanese. Chiediamo che il Comune di Milano e le sue società partecipate possano assumere un ruolo di guida nel garantire che le loro commesse pubbliche siano strumenti efficaci per la promozione dell’inclusione sociale ed economica.

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