In quel laboratorio di innovazione sociale che è diventata la città di Milano negli ultimi anni è nata e si è consolidata negli ultimi anni un’esperienza di attenzione e cura alla sofferenza psichica che qui mi piacerebbe raccontare ed è l’esperienza dei iSemprevivi (www.isemprevivi.org).

“iSemprevivi+onlus” è un’associazione (oggi ETS) che si occupa della cura e del reinserimento sociale di persone – adulte e minori – con disagio psichico e psichiatrico. Dentro la sua genesi e il suo sviluppo ci sono degli ingredienti molto particolari che la rendono un’esperienza davvero straordinaria che racconta una prassi eccellente nella ricerca del benessere per le persone con disabilità o più in generale con una situazione di fragilità.

Nel 2005 dentro la Parrocchia di San Pietro in Sala a Milano (Piazza Wagner 2) Don Domenico Storri, un sacerdote straordinario, nonché psicologo e psicoterapeuta, propone a persone che soffrono il disagio psichico la “montagnaterapia”: escursioni nella natura che favoriscono il sollievo, la condivisione e lo sviluppo di risorse interiori.

Da qui inizia un percorso molto particolare che tiene insieme diversi assi: il coinvolgimento della comunità territoriale, l’affinamento di servizi alla persona, che poi si accreditano nel sistema di welfare socio-sanitario, e una spinta all’imprenditoria e all’innovazione sociale.

La costituzione dell’associazione permette di poter costituire e accreditare un crescendo di servizi: un centro diurno per adulti ed uno per adolescenti con sofferenze psichiche, sportelli rivolti ai genitori e alle famiglie, posti di accoglienza in regime di housing sociale, ovviamente senza mai dimenticare la montagna terapia con esperienze di vacanze residenziali con finalità ricreative e risocializzanti.

Negli anni la vena innovativa e imprenditoriale de iSemprevivi ha portato alla realizzazione di un punto bar e gelateria, denominato ATTIMI, all’interno del cortile della Chiesa, ovviamente aperto al territorio pensando così anche all’inserimento lavorativo delle persone accolte nei centri di riabilitazione. Un punto di ristoro estremamente curato nei minimi dettagli e attento alla qualità dell’offerta. Qui il benessere è un obiettivo per chiunque entri nel bar/gelateria! E quindi la sistemazione e la gestione del Teatro parrocchiale come luogo di cultura e di incontro della comunità territoriale.

Per me, che mi occupo di economia civile, queste attivazione mi appassionano perché raccontano di esperienze che, pur facendosi carico del tema occupazionale delle persone fragili, riescono a stare sul mercato e dentro la sfida dell’autonomia economica. Tra l’altro, poi, la sfida della sostenibilità è una tensione che arriva alle persone con fragilità che si sentono in questo modo ancora più ingaggiate a dare il meglio di sè.

Questa ricerca dell’inserimento lavorativo ha portato iSemprevivi a delle collaborazioni virtuose con le aziende che commissionano lavori nei centri diurni andando oltre la necessità di riempire il tempo, ma con l’obiettivo di essere da vero stimolo per le persone accolte e degli strumenti che permettano l’acquisizione di competenze, soft e hard.

Ma quello che mi colpisce e che dal mio punto di vista è la vera cifra distintiva de iSemprevivi è il modo con cui il territorio partecipa e riconosce come propria l’esperienza dell’accoglienza e della cura. I cosiddetti “volontari” non sono figure di serie B che accompagnano ed integrano la presenza professionale, ma sono la spina dorsale dell’associazione e dei servizi, perché rappresentano la comunità che si prende cura, con tutte le varie competenze che una comunità sa esprimere. Quindi anche esperti di comunicazione, ingegneri, manager, artisti oltre ovviamente che persone che hanno solo il desiderio di contribuire all’accoglienza.

Anche perché il benessere delle persone con sofferenza psichica, come in generale con fragilità, si raggiunge creando luoghi di normalità, immersi nella vita e non spazi appartati abitati solo da professionisti della cura, per quanto siano essi preparati e capaci. Luoghi frequentati da tante e tanti, che in questo modo diventano ricchi di capitale relazionale, di stimoli e di opportunità, a volte inattese e sorprendenti.

La Crazy week, in questo senso, rappresenta una summa dell’esperienza dell’associazione: una settimana organizzata annualmente e caratterizzata da dibattiti, proiezioni, racconti, performance, momenti di socialità in cui tutte le anime de Isemprevivi trovano spazio e si traducono in cultura, spettacolo e animazione per il quartiere e per la città tutta.

E ci ricordano la cosa più importante: che il benessere di ciascuno è una responsabilità di tutti.

 

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